Manufolie

Simposio “Work in progress” e mostra nel Convento di S. Francesco – Museo Civico, Monsampolo del Tronto, Ascoli Piceno; materiali: gesso; istallazione sul pozzo del Chiostro; Anno 2002.

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istallazione Manufolie

istallazione Manufolie

manufolia in gesso_2

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manufolie in gesso

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Le Manufolie di Francesca Blasi fanno parte di una sua vasta poetica di ricognizione minuta e di ricreazione di un universo naturale penetrato di poesia; la sua arte si sporge a ricostruire, dalle ceneri, i germogli di un avvio, di un desiderio, le vive propaggini dell’esistenza sottratta alla sparizione. L’artista ci disegna la proposta di un fare “vivibile”oltre che “ vivente”. Le foglie bianche, di gesso, qui si assimilano a mani, e sono come essenze, spiritualità animanti la natura. Si sospendono e volteggiano dentro un soffio vitale che cattura lo spazio assimilandolo al cielo al vento al brusìo che percepiamo nel silenzio di queste creature interamente affidate ad uno sguardo celeste, consegnate al nostro tremore e ricreanti in noi lo spunto di una fragilità religiosa: quella che giace al fondo di ogni nostro progetto in cui si scelga di continuare ad esistere, ascoltando le parabole che il vento delo spirito soffia nella nostre cartilagini.
Enrica Loggi, poetessa.

About Francesca

La mia curiosità è attratta dalle corrispondenze formali fra il mondo dell’uomo e gli elementi vegetali e minerali. Rimango incantata di fronte al miracolo che li fa coincidere in un istante, totalmente. Questa visione accade in un luogo senza tempo. Il mio non tempo: unità di misura infinita e ciclica. “Tempus non Habeo” grido, e giro una clessidra immobile. Mi scopro caduca. Mani e foglie si fondono per formare una nuova essenza, nient’altro che humus che nutre la terra. E’ il sacro di cui abbiamo perso memoria. Ma ogni elemento, ogni umore, è una reliquia che può ricordarcelo. Non c’è iato tra Uomo e Natura. Allora, in un breve momento un frutto è un seno; un fiore secco una malinconica, regale, signora di mezza età; dei sassi raccolti sulla spiaggia sono dei gustosi ciottolatini; è la sensazione che uomo e natura siano un tutt’uno e che al di fuori di questa unità non vi sia spazio per l’equilibrio. Per questo le trampoliere si muovono al limite, fra due mondi, donne e animali, su alti steli, precarie, certamente, ma anche leggere, ma anche elevate…
My curiosity is attracted by formal correspondence between mankind and the vegetable and mineral elements. I remain enchanted in front of the miracle that makes them coincide in an instant, totally. This vision occurs in a timeless place. My time is not a unit of infinite extent and cyclical. "Tempus habeo not" I cry, turning around an hour-glass still. I find myself redundant. Hands and leaves combine to form a new essence, nothing but humus that nourishes the earth. And 'the sacred memory of which we lost. But every element, every mood, is a relic that can remind us. There is no gap between Man and Nature. Then, in a short time a fruit is a breast, a dried flower melancholy, regal, middle-aged woman; of stones gathered on the beach are tasty ciottolatini; is the feeling that man and nature are at one and the outside of this unit there is room for balance. For this move to limit the wading bird, between two worlds, women and animals, on tall stems, precarious, certainly, but also light, but also elevated...