Il Coccodrillo

Per-Corso di Scultura con gesso, ferro e carta - Scuola Elementare Fratelli Cervi Macerata 2003.

L’ entusiasmo che leggo nei loro occhi si trasforma in scultura attraverso le loro mani. I ragazzi si sporcano senza timore. Provano, sperimentano nuovi materiali con un’ euforia che li accompagna nella realizzazione dello studiato progetto. Una prova di responsabilità nel lavoro di gruppo. Il loro punto di vista, unito al mio, crea un incontro unico in ogni parola, in ogni sguardo per un’unica idea. Grazie ragazzi!

arteearte – “Il mondo salvato dai ragazzini 2006″

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colori

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coccodrillo 1

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coccodrillo 2

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Il racconto dei ragazzi

In una giornata, sfortunatamente cupa di gennaio dell’anno 2006, le classi quarte della Scuola Fratelli Cervi di Macerata, sono partite per visitare la città. La prima tappa è stata la Chiesa di Santa Maria Delle Vergini di Macerata. Appena entrati, i nostri occhi, quando si sono abituati alla penombra, hanno individuato il coccodrillo che ha subito suscitato in noi delle curiosità: da dove veniva? E perché era lì? Le nostre guide, ascoltando i nostri quesiti, hanno risposto che nessuno sapeva la vera storia di quell’animale, ma in giro si raccontava che: molto tempo fa, sulle rive del fiume Chienti, si aggirava un coccodrillo la cui origine era sconosciuta. Questo seminava terrore e panico tra la gente. Un giorno la bestia rapì addirittura un bambino il cui padre, sentendolo gridare, prese un forcone e, prima di andare a salvarlo, pregò che la Madonna gli desse forza e coraggio. Allora il genitore si precipitò sul luogo in cui il coccodrillo aveva portato il bambino per divorarlo. Proprio in quel momento il contadino conficcò l’arma nel ventre dell’animale così riuscì, finalmente, a salvare suo figlio. Adesso è ancora lì, imbalsamato, appeso per la pancia ad una parete della Chiesa. Dopo circa un mese, la nostra maestra ci ha proposto un’idea:

  • Ragazzi, ho chiesto ad una scultrice se, per piacere, potrebbe venire a farci provare l’emozione di costruire un vero e proprio coccodrillo in gesso; che ne pensate?

E noi, in coro, abbiamo risposto:

  • Sìììì!

Dopo giorni e giorni di divertente lavoro, il nostro coccodrillo è così: il muso verde con sfumature marroni, lunghi denti affilati che sembrano morderti la mano, un corpo robusto con incise delle squame e con sfumature gialle e verdi, le sue zampe hanno grosse unghie nere che si appoggiano su una base rotonda che sembra fatta d’acqua. La coda regge la riproduzione della facciata della Chiesa di Santa Maria delle Vergini che appare bianca con i rilievi grigi. Questa è stata la nostra magnifica esperienza che vi abbiamo raccontato per filo e per segno.

About Francesca

La mia curiosità è attratta dalle corrispondenze formali fra il mondo dell’uomo e gli elementi vegetali e minerali. Rimango incantata di fronte al miracolo che li fa coincidere in un istante, totalmente. Questa visione accade in un luogo senza tempo. Il mio non tempo: unità di misura infinita e ciclica. “Tempus non Habeo” grido, e giro una clessidra immobile. Mi scopro caduca. Mani e foglie si fondono per formare una nuova essenza, nient’altro che humus che nutre la terra. E’ il sacro di cui abbiamo perso memoria. Ma ogni elemento, ogni umore, è una reliquia che può ricordarcelo. Non c’è iato tra Uomo e Natura. Allora, in un breve momento un frutto è un seno; un fiore secco una malinconica, regale, signora di mezza età; dei sassi raccolti sulla spiaggia sono dei gustosi ciottolatini; è la sensazione che uomo e natura siano un tutt’uno e che al di fuori di questa unità non vi sia spazio per l’equilibrio. Per questo le trampoliere si muovono al limite, fra due mondi, donne e animali, su alti steli, precarie, certamente, ma anche leggere, ma anche elevate…
My curiosity is attracted by formal correspondence between mankind and the vegetable and mineral elements. I remain enchanted in front of the miracle that makes them coincide in an instant, totally. This vision occurs in a timeless place. My time is not a unit of infinite extent and cyclical. "Tempus habeo not" I cry, turning around an hour-glass still. I find myself redundant. Hands and leaves combine to form a new essence, nothing but humus that nourishes the earth. And 'the sacred memory of which we lost. But every element, every mood, is a relic that can remind us. There is no gap between Man and Nature. Then, in a short time a fruit is a breast, a dried flower melancholy, regal, middle-aged woman; of stones gathered on the beach are tasty ciottolatini; is the feeling that man and nature are at one and the outside of this unit there is room for balance. For this move to limit the wading bird, between two worlds, women and animals, on tall stems, precarious, certainly, but also light, but also elevated...